En

LUIGI VALLE

La collina è

il territorio vocato per la viticoltura, in Friuli.
Così agli uomini che la coltivavano in pianura, la vite diede filo da torcere dal principio. Per questo furono precursori delle moderne, e oggi ampiamente diffuse, tecnologie in cantina: impianti di imbottigliamento, filtri enologici, presse orizzontali, botti in rovere e vasche inox vinificatori.

Tra i capofila di questo progresso tecnologico, Luigi Valle. Che di contro non dimenticò l’importanza della tradizione, del territorio e del lavoro in vigna, nel rispetto dei ritmi della natura.

LA VIGNA

Risorgive d'acqua

frane, smottamenti. La natura ribelle del territorio non gli impedì di piantare “diecimila ceppi” per ettaro, un sistema promosso dallo stesso Luigi Valle; infittire per avere più piante, ciascuna con poca uva e di qualità maggiore.

Il Friuli come luogo altamente adatto alla coltivazione della vite - in equilibrio tra natura e uomo - fu una fonte inesauribile di stimoli, e permise di arricchire la qualità dei vini Valle.

SOSTENITORE DEL TERRITORIO

Negli anni ‘90

in Italia nacquero le sottozone: porzioni di territorio dalle caratteristiche uniche.

Tra queste ci fu anche la sottozona di Rosazzo con cinque, sei varietà di uva tra cui Pignolo e Ribolla Gialla.

Solo collina: quella curva di livello, individuata da alcuni produttori della zona tra cui Valle, fu un requisito imprescindibile.

La sottozona venne da subito vista come un punto a favore di quel territorio, una sorta di cru all’interno della DOC.

VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO

Luigi Valle

si diplomò alla fine degli anni ’40 presso la scuola di Conegliano.

Studiò da vicino le tecniche di vinificazione e, oltre a una formazione da enologo, ebbe la possibilità di importare tecnologia all’avanguardia nell’Italia dei vini degli anni ’50.
Per cominciare sostituì il vecchio torchio verticale con la pressa orizzontale. Una pressatura soffice, orientata a valorizzare le qualità dell’acino
- di un’uva vendemmiata a mano, con una selezione certosina già in vigna - e che innescò un cambio di rotta nel panorama vinicolo italiano.

PRIMO IMPIANTO DI IMBOTTIGLIAMENTO

C‘era un unico modo

per far conoscere il vino in tutto il mondo:
mettendolo in bottiglia.

Luigi Valle, in Friuli, introdusse agli inizi degli anni Sessanta i primi impianti di imbottigliamento sterile in assenza d’aria.

Questo permise inoltre di partecipare a numerosi concorsi e mostre fuori regione nei decenni successivi, ottenendo oltre 160 medaglie d’oro.

TRADIZIONE & INNOVAZIONE

Il Sogno di Luigi Valle

può dirsi, oggi, compiuto:
avere una cantina con tecnologie all’avanguardia e produrre vini d’eccellenza.

Qui diversi e celebri amici si sedettero sulle stesse panche che, oggi, vedono le nuove generazioni della famiglia Valle.

Una famiglia di innovatori nel segno della tradizione.